
Il profumo della pioggia
Fuori, il temporale estivo picchiettava sui vetri con un ritmo lento e ipnotico, rinfrescando l’aria calda della sera. Nella stanza, l’unica luce era quella fioca di una lampada d’angolo, che disegnava ombre morbide sui muri e scaldava i contorni di ogni oggetto.
Sandra si appoggiò al bordo del bancone in legno della cucina, tenendo tra le mani una tazza ormai tiepida. Mirko la osservava da pochi passi di distanza.
Non c’era bisogno di parole; il silenzio tra loro non era fatto di vuoto, ma di un’attesa densa, maturata durante tutta la giornata.
Si avvicinò a lei senza fretta.
Quando le fu di fronte, allungò la mano per sfiorarle la pancia ed i seni con il dorso delle dita.
La pelle di Sandra era calda, e al suo tocco un leggero brivido le attraversò le spalle.
Lei socchiuse gli occhi, lasciando cadere la testa all’indietro di pochi millimetri, come ad affidarsi a quel gesto.
”Sei stanca?” le sussurrò lui, la voce profonda e appena incrinata.
“Non più,” rispose lei, riaprendo gli occhi per incontrare i suoi.
Mirko le tolse la tazza dalle mani e la appoggiò sul piano, senza mai interrompere il contatto visivo.
Poi, con entrambe le mani, le sfiorò i fianchi, tirandola a sé con una lentezza quasi studiata,adorava quel corpo burroso e profumato,l’aderenza dei loro corpi annullò la distanza, e il profumo di lei — una miscela di vaniglia e cocco e pelle calda — avvolse completamente i sensi di Mirko.
Le sue labbra cercarono il collo di Sandra, fermandosi prima sulla linea della mascella, regalandole baci leggeri come piume che fecero accelerare il suo respiro.
Sandra gli fece scivolare le mani tra i capelli, stringendo leggermente le dita per portarlo ancora più vicino. Ogni movimento era un’esplorazione attenta, una scoperta di ritmi condivisi.
Quando le loro labbra si incontrarono finalmente al centro, il bacio non fu frenetico, ma profondo e avvolgente.
Il tempo fuori continuava a scorrere insieme alla pioggia, ma lì dentro restava soltanto la sensazione del battito dei loro cuori, perfettamente sincronizzati nell’oscurità della stanza,
La pioggia all’esterno continuava a cadere forte, trasformandosi in un sottofondo costante, quasi un riparo che isolava la stanza dal resto del mondo,una musica soave.
Sandra fece scivolare le mani dalle spalle di Mirko lungo le sue braccia, sentendo il calore e la tensione dei suoi muscoli sotto la stoffa leggera della maglia.
Con un gesto lento gli sfilò la maglietta, lasciandola cadere a terra senza fretta, per poi posare le palme aperte sul suo petto scoperto.
Il contatto pelle contro pelle portò con sé una scossa sottile, un invito silenzioso.
Mirko la sollevò con delicatezza, facendola sedere sul bordo del bancone in legno.
Le sue mani risalirono lungo le gambe di Sandra sfiorando la pelle morbida con una lentezza dosata, facendole sfuggire un respiro più profondo dal petto.
Ogni suo tocco non cercava la fretta, ma la certezza di ogni singola sensazione,voleva sentire quanto fosse bagnata e vogliosa.
”Guardami,” le sussurrò Mirko, mentre le sue dita si adentravano dentro di lei.
Elena aprì gli occhi, incontrando il suo sguardo caldo e acceso.
Le loro labbra si cercarono di nuovo, questa volta con una passione più decisa, un crescendo naturale che accompagnava il ritmo dei loro respiri ormai sovrapposti.
Con un movimento fluido, Marco la prese per le mani e la guidò verso la penombra della camera da letto.
Il fresco dell’aria che entrava dalla finestra socchiusa contrastava con il calore intenso dei loro corpi.
Si lasciarono andare sopra le coperte, avvolti da un intreccio intimo di sguardi, carezze e sospiri che continuarono per tutta la notte,lei in balia del piacere più assoluto,lui maschio soddisfatto per fare sentire lei una regina.
Sandra smise di essere ” la brava e timida ragazza”,bramava il corpo di Mirko,desiderava amarlo come meglio sapeva fare.
La sua bocca e la sua lingua cominciarono a disegnare origami sul corpo di Mirko,passando dal collo,scendendo sul petto,per poi arrivare al suo membro che retto e potente le scivolo’ in bocca,procurandogli un piacere quasi surreale.
La posizione permise a Mirko di farle sentire le dita dentro quella carnosa vagina ormai fradicia di piacere.
Entrambe sussurrando e godendo di un piacere immenso.
Sandra si mise a cavalcioni sopra il suo Mirko,che prendendola per i fianchi la indusse sopra la sua asta che desiderava essere scopata intensamente.
Sandra lo affero’ per il collo,le bocche incollate ed il seno di lei che accarezzava il petto di Mirko…
Come una cavallerizza Sandra,prendeva tutto quel piacere,lo possedeva,lo guidava…
Ora ti voglio scopare io,disse Mirko,in preda a tutta quella eccitazione.
Si pose sopra lei,divaricando prima le grandi labbra per assaporare il suo sapore,per poi entrare dentro con dolcezza,per sentirne bene il calore.
Sandra non fece altro che attorcigliare le gambe sulle sue, afferrargli le natiche con le mani e spingerlo dentro.
Il walzer del sesso non fu mai così eccitante e godurioso.
Occhi negli occhi
Lingua contro lingua
Umori sparsi ovunque…
Fu così che in quell’oasi di piacere,raggiunsero insieme l’orgasmo.
L’apice del piacere assoluto..
Restarono immobili qualche secondo..la pioggia batteva sul vetro,la musica suonava ancora ed i loro corpi,nudi e sudati,avvolti in un abbraccio che sa di eternità.
